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martedì 18 febbraio 2014

E quindi uscimmo a riveder le stelle




Vorrei rivolgermi, all’inizio del mio intervento al Presidente del Consiglio dimissionario. Presidente Letta, forse quanto starò per dire le potrà sembrare curioso, ma le devo delle scuse. Nel mio intervento sulla pregiudiziale di costituzionalità presentata dal nostro gruppo per tentare di bloccare questo decreto avevo detto: “le mille proroghe che avete avuto si sono consumate ad una ad una. Godetevi l’ultima proroga perché, anche se non ve ne siete accorti, la sabbia che scorre nella clessidra, oggi, non è più quella del Paese, ma la vostra.” Ebbene, a quanto pare sembra davvero che io, come si suol dire, sia stata profetica. Quella frase in realtà era riferita al sistema dei partiti che vive oggi uno dei tanti momenti della sua eterna crisi, dipendente dall’ incapacità di rappresentare il Paese. Ma non si preoccupi: anche se si sente trattato ingiustamente, le garantisco che lei è soltanto il primo. Uno ad uno andrete tutti a casa!
 “La necessità è un male, ma non vi è nessuna necessità di vivere nella necessità.” Questo diceva Epicuro circa 300 anni prima della nascita di Cristo, un periodo che sicuramente non ci immaginiamo cadenzato dai ritmi pressanti della vita moderna. Chissà cosa avrebbe detto il povero Epicuro affacciandosi oggi da quelle tribune. Già, perché quest’aula – penso lo si possa ammettere serenamente è invece abituata, direi quasi assuefatta, alle necessità e alle urgenze. D’altra parte, come scriveva Norberto Bobbio, in Italia “non solo il provvisorio è il solo permanente ma anche il superfluo è il solo necessario”.
Oggi, però, la necessità e l’urgenza di trovarci a votare questo Milleproroghe in fretta e furia è aumentata esponenzialmente. La ragione? la nomina del nuovo Esecutivo, coi suoi tempi, metterebbe a rischio ben otto decreti. Tutti atti necessari e urgenti, naturalmente. Necessari e urgenti, ma non tanto da superare la necessità e l’urgenza di questo cambio di esecutivo in corsa.
Ricordatemelo, per favore, per quale motivo si sta cambiando il Governo? Perchè è cambiato il segretario del Pd. Questo partito, come un Saturno moderno, ingoia tutti i suoi leader. E, come se non bastasse, ogni mutamento interno a questo partito, dovrebbe riverberarsi direttamente sulle istituzioni, in una moderna riedizione del manuale Cencelli. Ditemi, colleghi, quale sarebbe la differenza con la Democrazia Cristiana della Prima Repubblica, se il Partito Democratico, oltre ad averne assorbito molti leader, ne ripropone persino le strutture e i metodi stessi di gestione del potere?
Ernesto Galli della Loggia, che certamente non può essere annoverato tra le schiere di sovversivi del MoVimento 5 stelle, sul Corriere della Sera di qualche giorno fa commentava  la sconcertante agilità con cui in Italia si deroga ormai ai riti della democrazia rappresentativa. E’ vero che ormai le elezioni sono decisamente demodè dato che, dopo 70 anni di Repubblica quest’inutile orpello è per molti qui dentro decisamente superato. Fino a poche ore fa ritenevamo che quest’anno fossero già cambiate troppe cose, perché anche il governo e i ministri potessero mutare senza soluzione di continuità costituzionale. Eppure, la maggioranza è retta da un partito che neanche esisteva quando gli italiani scelsero questo Parlamento. Ed è saltato fuori che la legge elettorale che ha portato in quest’aula l’attuale maggioranza noi tutti, oltrechè, indirettamente lo stesso presidente della Repubblica era per larga parte incostituzionale. Ma certo era una convinzione errata, perché la democrazia in Italia la scrive la maggioranza e oggi la maggioranza ha deciso di trincerarsi qua dentro fino al 2018 fregandosene altamente di procedure e costituzione, sia essa formale o materiale. Noi del Movimento 5 stelle siamo in Parlamento da un anno ormai, e certe logiche continuano ancora a stupirci.  Ebbene siamo costretti a questo estenuante tour de force perché Renzi, dopo 2 mesi dalle primarie ha deciso che era giunto il momento di cambiare passo. E per questo motivo ha subito impresso il suo nuovo passo alla politica italiana. Certo, guardando alla parola d’ordine che campeggia sulla sua pagina facebook, che, se non erro, è un “Vincere!” bello in evidenza, speriamo che questo non debba rappresentare, nelle intenzioni del segretario del Pd, il passo dell’oca. Vero è che, almeno in questo momento, il cambio di passo costringe il Parlamento, come se ce ne fosse bisogno, a velocizzare ancor più i ritmi per l’approvazione dei decreti legge in sospeso.
Ma veniamo a questo Milleproroghe. Perché siamo contro questo provvedimento.  Per una serie di ottime ragioni.
Anzitutto per il concetto stesso di Milleproroghe. Esso istituzionalizza il vizio italiano dell’eterno rinvio, il susseguirsi di rimandi e inefficienze nelle cui pieghe si insinuano le solite schifezze che da quasi 70 anni il sistema dei partiti continua a regalare agli italiani. Si tratta di un coacervo di provvedimenti che si dilatano del tempo, senza coerenza e sistematicità. Se quest’aula si ostina ad approvare leggi che riportano precise scadenze, forse ci si dovrebbe interrogare: o la qualità della legislazione è tanto carente da non riuscire a identificare con precisione i tempi entro i quali dovrebbero esplicarsi le azioni del governo e dell’amministrazione o sono il governo e l’amministrazione ad essere inefficienti, inefficaci e antieconomici.
Ancora – ci contrapponiamo a questo provvedimento perché è l’ennesimo decreto legge. Il solito abuso a cui noi del Movimento 5 stelle non intendiamo abituarci. Sulla sistematica violazione dei principi di necessità e urgenza già tanto si è detto. Lasciatemi solo aggiungere che trovo scandaloso che questa tipologia di decreto venga utilizzato anche per quei provvedimenti che sono entrati nella prassi istituzionale e che vengono presentati con la stessa ritmica precisione di un orologio svizzero. Già sappiamo che il prossimo dicembre verrà presentato un decreto milleproroghe, così come verrà presentato nel 2015. Quindi, o io continuo a trovare conferma alle mie doti profetiche o se ne deduce che il Milleproroghe non è un provvedimento che nasce da eventi del tutto imprevedibili.
Altra ragione per la quale diciamo no a questo Milleproroghe, nonostante gli emendamenti accolti, è che non possiamo dimenticare che per noi del Movimento 5 stelle è stato possibile intervenire sul testo solo affinchè permettessimo di approvarlo in fretta e furia nel processo di cambio di manovratore. Non significa forse che le proposte grilline non sono poi così inaccettabili? Oppure ogni cosa diventa meno importante quando si tratta di spartire le poltrone?
Fino ad ora ho parlato più che altro di motivazioni di metodo. Ma la ragione per la quale noi diciamo no a questo Milleproroghe è più significativa e riguarda i contenuti. Ebbene questo provvedimento porta con sé il vuoto pneumatico di cui siete portatori. Nel calderone di rinvii, rimandi, e piccoli favori agli amici e agli amici degli amici non c’è una misura, neppure una, che dia il senso della comprensione della crisi profonda in cui state facendo precipitare questo Paese con la vostra incapacità di capirlo. Perché mentre voi siete impegnati nelle vostre congiure di palazzo da corte bizantina, fuori da queste mura si sta consumando la più grande deriva che l’Italia abbia mai dovuto sopportare. E non sto parlando solo dell’economia. La Nazione sta morendo. La corruzione dilaga, le tasse soffocano il tessuto produttivo, la burocrazia toglie lentamente energia e dinamismo. I cittadini onesti vengono sopraffatti dai disonesti, mentre i giovani che possono emigrano.
 E, come per Dante, se per risalire la via del Purgatorio, occorre attaccarsi anche al pelo di Lucifero, ben venga anche Renzi.
“salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch'i' vidi de le cose belle
che porta 'l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle.”

giovedì 30 gennaio 2014

La svendita di banca Italia


Le fonti storiche dicono che Cesare, quando si scontrò con Pompeo per impossessarsi del potere, dimenticando le promesse che aveva fatto alla popolazione, mise per prima cosa le mani sull’ Erario. Uno dei tribuni eletti dal popolo, Lucio Cecilio Metellio, tentò di contrastare la requisizione dell’erario ordinata da Cesare. Poiché la sua opposizione legale era valsa ben poco cercò di fare da scudo col suo corpo contro i soldati di Cesare ponendosi davanti al Tempio di Saturno dove era custodito il tesoro pubblico, ma i soldati di Cesare, senza badargli minimamente, tagliarono in chiavistello del portone e portarono via il denaro.
Nell’antica Roma, dove si coniò per la prima volta il termine di Res publica, cosa pubblica, il tesoro e il demanio avevano un particolare carattere sacrale. Come in ogni tempo, nel momento in cui muta il regime, i beni dello Stato da comuni diventano di pochi se non di uno solo.
Ieri come oggi il palcoscenico è sempre Roma e il luogo dove un tribuno si contrappone al regime è il tesoro pubblico. Se le riserve della Repubblica Romana erano custodite nel Tempio di Saturno, oggi le riserve d’Italia, con uno dei più cospicui depositi aurei del mondo, sono nei forzieri della Banca d’Italia. Il Movimento 5 stelle ha eletto come uno dei punti qualificanti della sua attività la difesa dei beni comuni. Fino a ieri, quando ancora non sedevamo in quest’aula, le nostre battaglie più importanti sono state per l’acqua pubblica, per la difesa dell’ambiente, per il diritto alla salute dei cittadini. Oggi abbiamo esteso il nostro ambito d’attività. Oggi difendiamo altri beni pubblici: la Costituzione, il patrimonio dello Stato, il tesoro pubblico. E difendiamo il principio di una Banca d’Italia che sia patrimonio degli italiani e non dei pochi, dei vostri amici. Già oggi la Banca d’Italia è solo relativamente “d’Italia”, ma è piuttosto “delle banche d’Italia”. Il vostro decreto, questa vergogna, amplia la platea degli amici e amplia il quantitativo di elargizioni sponsorizzate dai cittadini italiani.
Ma vedete, ciò che trovo scandalosi e inquietanti, non sono tanto queste pratiche, cui negli anni ci avete ampiamente abituati, ma sono piuttosto i vostri metodi di manipolazione della democrazia. Ci volevano davvero delle menti specializzate a mistificare la realtà, a confondere le acque e a coprire le tracce delle nefandezze che partoriscono per confondere nello stesso testo le norme relative all’Imu e quelle relative alla spoliazione della Banca d’Italia. E la stampa di regime oggi comincia a suonare la grancassa. Guardiamo ai giornali.  “Imu, torna lo spettro della seconda rata.” “Imu- Bankitalia  a rischio caos. Corsa per salvare il decreto”. “Ostruzionismo di M5S, la maggioranza irritata con Boldrini. S&P’s torna a minacciare il declassamento: manca la crescita”. Titoli che inseriscono la stampa nostrana nel glorioso filone della Pravda di sovietica memoria. Ed ecco che il motivo di merito della protesta come d’incanto scompare. Restano invece i grillini che cercano di far pagare l’Imu agli italiani. I ragazzetti che si mettono seduti per impedire il voto, le proteste folkloristiche e fine a se stesse. Ma che brutto spettacolo!
No, cari colleghi. Fino a ieri potevate sperare che il film finisse in questo modo, ma oggi sempre più cittadini vanno oltre la pagina della Repubblica o del Corriere online. Oggi chiediamo risposte. Le pretendiamo.
E queste risposte nonostante tutto non vengono. Tutti a parlare di “offesa alla istituzioni”, di indecenza, tutti a voler insegnare a questi scalmanati ciò che è politicamente corretto. Ebbene, parliamo del merito delle cose. Fateci sapere perché dobbiamo regalare 7 miliardi e mezzo dei soldi nostri alle banche, perché noi non l’abbiamo francamente capito. E dove starebbero le risposte? Ho provato a cercarle nella relazione del decreto.....
Ditemi, è solo un’impressione o mi sembra che siate partiti già voi stessi prevenuti, cercando di giustificarvi?....... Che tono inusuale, direi quasi sulla difensiva, per una relazione di un decreto legge… non è forse che, molto prima che i grillini cominciassero a rompervi le uova nel paniere, lo capivate da voi stessi che stavolta la porcata era fin troppo evidente?

Ebbene, noi non ci illudiamo più di potervi cambiare. Continuate a fare le vostre operazioni, i favori agli amici, le regalie coi soldi pubblici. Continuate a defraudare lo Stato delle sue proprietà per svenderle a qualche acquirente grato e interessato. Continuate…. Finchè potete. Perché i cittadini stanno aprendo gli occhi. Oggi non c’è un solo tribuno a difesa dei beni pubblici. Oggi, a differenza dei tempi di Cesare, sono più di 100 solo in quest’aula. E scoprirete presto che, fuori di qui, sarà qualche milione di persone a gridarvi il suo no. La prossima volta non passerete. la prossima volta Vinciamo noi!  

martedì 14 gennaio 2014

Libertà di scelta ai cittadini






Deve essere un'informazione assuefatta e stordita dai miasmi che per 20 anni e più hanno segnato la non-democrazia della non-Repubblica Italiana quella che trova tanto sconvolgente il fatto che un Movimento possa votare una posizione dissimile da quella che la stampa vorrebbe essere quella espressa dai garanti di quella formazione politica. D'altra parte se avesse vinto il sì al reato d'immigrazione clandestina i giornali oggi titolerebbero sulla "scelta pilotata" accompagnata da profonde riflessioni sulla consistenza della base, sui complotti internettiani della Casaleggio & associati e sulla scarsa trasparenza della piattaforma online. Visto che ciò non è accaduto si opta invece per un titolo altrettanto benevolo: "la base in rivolta". 
Immagino che sia superfluo ricordare che Beppe Grillo, quando esplose per la prima il dibattito sull'argomento, auspicò che fosse proprio la rete a scegliere una posizione tanto delicata per il MoVimento. Oggi che ciò avvenuto, come sempre accade, si cercano titoli sensazionalistici, lo scandalo, un po' di materiale per un editoriale che riempia il vuoto che domina le prime pagine dei giornaloni nazionali. Complimenti, anche oggi la missione è compiuta! Potete tornare soddisfatti a riportare il bastone a chi ve l'ha lanciato. Il fatto, invece, che, per la prima volta nella storia della Repubblica un gruppo politico interpelli i cittadini per stabilire le linee guida della propria condotta politica resta sullo sfondo, lasciando spazio alla "grande bellezza" di leader di plastica che si dicono democratici o parlano di libertà, decidendo se un governo vive o muore a seconda del fondo cassa o della volatilità elettorale. 

giovedì 21 novembre 2013

L' ipocrisia dei politici di professione





La mozione di sfiducia al Ministro Cancellieri è stata proposta e votata solo dal Movimento 5 stelle. Sono stanca di leggere continue ed assurde giustificazioni da parte di esponenti del Pd e del Pdl che criticano i propri onorevoli e prendono le distanze dagli stessi; i rappresentanti reggini e calabresi del Pdl/forza italia e del Pd hanno accordato la loro fiducia al Ministro. La Cancellieri ha fornito spiegazioni poco plausibili e in qualsiasi altro Paese si sarebbe dimessa per molto meno. Dimenticando di essere il Ministro di Giustizia e di doversi occupare delle condizioni dei carcerati tutti, ha senza dubbio agito in conflitto di interessi e in modo inopportuno senza evitare di interessarsi personalmente della vicenda Ligresti. Quanti sono i detenuti in Italia che vivono in condizioni disumane ma che non hanno la possibilità di contattarla? Soltanto io come deputata reggina e i miei colleghi calabresi Nesci, Barbanti, Parentela e i senatori Morra e Molinari si sono dimostrati coerenti e hanno votato e voteranno la sfiducia al Ministro. Tutto il resto sono chiacchiere ed incoerenza. Evitino gli amministratori locali di smarcarsi a parole dalle posizioni di partito altrimenti lascino la propria parte politica per coerenza.
Stesso discorso vale per Civati e Renzi, nessuno li obbliga a stare nel Pd!  

mercoledì 20 novembre 2013

La scissione del pdl è solo una sceneggiata!



La scissione nel pdl è una sceneggiata. L'unico motivo per il quale hanno scelto di metterla in atto è per fare in modo che Berlusconi possa staccarsi dal governo, fare una finta opposizione e far credere ai suoi elettori che non appoggia più le scelte di Letta. Lui così non sarebbe responsabile degli aggravi di tasse che di qui a poco con la legge di stabilità verranno decisi. Questo serve a prendere tempo, a ripulirsi l'immagine e ritornare alla carica dopo i 2 anni di interdizione dai pubblici uffici con una nuova campagna elettorale. Questa sceneggiata ha però una volta per tutta determinato la scomparsa del pdl sai lavori della commissione. A parte la deuputata Centemero gli altri latitano ormai da settimane. Ci saremmo preoccupati per la loro salute se non fosse che li vediamo spesso in tv, hanno solo cambiato ufficio!

PD senza dignità vota per tenersi le poltrone





Per chi avesse ancora dubbi dopo oggi non chieda più perché non ci fidiamo del PD. Come si fa a governare con persone che non sono in grado di rispettare neppure la propria opinione? I vari Civati, Cuperlo e Renzi che hanno criticato la Cancellieri in aula votano o fanno votare a favore del Ministro. Questo per dire quanto il PD sia affidabile e coerente e quanto abbia a cuore gli interessi degli italiani e non delle proprie poltrone .

martedì 15 ottobre 2013

Sanzioni sempre a senso unico: contro il m5s!

     


Appena tornata dalla giunta del regolamento che è intervenuta nel merito delle frasi pronunciate da alcuni colleghi del Movimento 5 stelle nelle scorse settimane. Si voleva sanzionare la frase di Carla Ruocco che in data 24 luglio 2013 affermava ".... siamo ontologicamente differenti, con buna pace del vostro grande presidente Brunetta, capo del gruppo unico dell'affare, del malaffare, delle larghe intese e dell'inciucio", del cittadino Di Battista che ha semplicemente affermato che Il Pd è peggio del PDL....e "di togliere i ladri presenti nelle istituzioni", nonchè di Fraccaro che ha affermato che i partiti vogliano tenersi il "malloppo" e che per questa ragione, riferendosi al mancato rispetto della promessa di abolire i rimborsi elettorali "noi continueremo a chiamarli ladri". Queste frasi e parole vanno lette nel complesso e nel contesto in cui sono state pronunciate e se del caso il Presidente della Camera può, a sua discrezione, applicare il regolamento che prevede la possibilità di togliere la parola ed espellere i deputati dall'aula. La cosa paradossale è che sino ad ora comportamenti violenti ed offensivi sono stati accettati senza battere ciglio. Faccio riferimento a minacce esplicite che sono state pronunciate a nostro danno, deputati che hanno cercato di colpirci con pugni, che stavano per provare a lanciare sandali, insulti personali e diretti quando qualcuno del nostro gruppo prendeva la parola. Comportamenti più gravi sicuramente, che non sono stati neanche presi in considerazione dalla Presidenza.

lunedì 16 settembre 2013

IL MOVIMENTO A DIFESA DELLA COSTITUZIONE

Ci siamo duramente battuti salendo anche sul tetto per difendere la Costituzione e fare in modo che non si derogasse all'art.138. Abbiamo spiegato ogni singolo emendamento in aula e anche su quelli su cui non avrebbero potuto dire di no hanno votato contro. Questo perchè il testo era blindato e doveva tornare al Senato senza alcuna modifica. I partiti hanno fatto della modifica dell'art.138 la loro bandiera elettorale e sono disposti a tutto pur di non perdere neanche un giorno per la sua modifica.
Questa la dichiarazione di voto:
"ci saremmo augurati che la priorità di questo Governo fossero altre, ossia quella di fare misure concrete per dare respiro a questo Paese, che facessero ripartire l'economia e rispondessero ai bisogni concreti degli italiani. Purtroppo, avete deciso che la durata del Governo sia strettamente dipendente dall'istituzione di questo Comitato, in deroga all'articolo 138, che invece disciplina le modalità di modifica della Carta fondamentale. Al di là di quello di cui noi veniamo accusati, ossia di non volere alcun tipo di modifica della Costituzione, non siamo contrari ad ogni riforma costituzionale, anzi, pensiamo che la Costituzione si debba cambiare, per dare più potere ai cittadini con l'introduzione del referendum propositivo senza quorum e dell'obbligo di discussione delle leggi di iniziativa popolare, per consentire ai cittadini forme di democrazia diretta e per obbligare il Parlamento a discuterne i contenuti e a rispettarne gli esiti. Sogniamo e vogliamo un Paese in cui il popolo comandi e il Governo obbedisca. Vogliamo infatti affermata la democrazia, Governo del popolo, in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dall'insieme dei cittadini. 

  Le riforme costituzionali che vogliono fare i partiti vanno esattamente nel senso opposto: togliere ulteriori poteri a un Parlamento già esautorato e conferirli nelle mani di pochi, quindi affermare un sistema di Governo oligarchico, il tutto derogando, o meglio violando, l'articolo 138 della Costituzione stessa, il baluardo di rigidità della Carta, un articolo che detta le regole per la modifica della Carta costituzionale. I costituenti hanno previsto che il procedimento di modifica della Costituzione sia approfondito e meditato, per questo è stato previsto che si svolga in ciascuna Camera separatamente, lentamente, e senza tempi massimi di scadenza. Questa procedura aggravata, però, che ne diciate, non ha impedito di modificare più volte la Costituzione, prova né è che a pochi mesi dallo scadere della scorsa legislatura è stata inserita la previsione del pareggio di bilancio. Quindi, anche con la procedura prevista dall'articolo 138, qualora ci sia una condivisione di idee, è possibile modificare la Carta fondamentale. È assurdo che un Parlamento pieno di nominati dalle segreterie politiche di partito, perché il sistema elettorale attuale non consente di scegliere i propri rappresentanti, in tempo di crisi, e sotto costante ricatto di un pregiudicato, voglia modificarea Costituzione, e tutto questo senza nemmeno rispettarne le regole. Noi non lo possiamo accettare e ci batteremo con tutte le nostre forze e con tutti i mezzi a nostra disposizione per evitarlo. Dimostrazione di ciò è stata l'occupazione del tetto della Camera. Il nostro scopo era quello di attirare l'attenzione, sensibilizzare i cittadini su ciò che sta accadendo in Parlamento, dove si vuole derogare a un articolo cardine della nostra Costituzione. E non parliamo di violazione istituzionale ! La violazione non è stata fatta sopra Montecitorio, ma si vuole fare qua, in quest'Aula, superando la Costituzione e lasciando all'oscuro i cittadini. Noi siamo indignati nei confronti di un sistema che lascia a un pregiudicato il potere di riscrivere la nostra Costituzione, di parlare di Governo, di riforme e futuro del nostro amato Paese. Noi siamo preoccupati per la vostra indignazione, per il nostro gesto e per quella che non invece non avete avuto quando parte del Parlamento e alcuni ministri manifestavano contro un altro ordine dello Stato, la magistratura, sotto il palazzo di giustizia. 
  Non vi indignate di essere al Governo con un pregiudicato ? Non vi indignate quando in questa Aula vengono minacciati i nostri colleghi e quando si sfiora la rissa ? Non sono queste le cose che davvero offendono l'onore e il decoro delle istituzioni ?(Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Il processo di revisione costituzionale in atto deve essere riportato sui binari della legalità costituzionale. Chiediamo, innanzitutto, che l'iter di discussione segua tempi rispettosi del dettato costituzionale, che garantiscano la necessaria ponderazione delle proposte di revisione, il dovuto approfondimento e anche la possibilità di ripensamento. 
  Il Parlamento deve ritrovare il suo ruolo di centralità nel processo di revisione della nostra Carta costituzionale. L'aver abbandonato la procedura normale di esame esplicitamente prevista dall'articolo 72 della Costituzione per l'esame delle leggi costituzionali, l'aver attribuito al Governo un potere emendativo privilegiato, l'impossibilità per i singoli parlamentari di subemendare le proposte del Governo o del Comitato, la proibizione per i parlamentari in dissenso con i propri gruppi di presentare i propri subemendamenti, le deroghe previste ai Regolamenti di Camera e Senato, costituiscono altrettante scelte che umiliano e comprimono l'autonomia e la libertà dei parlamentari e quindi il ruolo e la funzione del Parlamento. L'articolo 138 resta l'ultimo baluardo contro le derive anticostituzionali e a difesa della democrazia e del nostro futuro. 
  Vorrei concludere citando il miglior Presidente della Repubblica che l'Italia abbia mai avuto, il Presidente Sandro Pertini: «Dietro ogni articolo della Carta costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi». La Costituzione, aggiungiamo noi, non appartiene ai partiti ma a tutti i cittadini e non riuscirete a cambiarla con una maggioranza fittizia e anticostituzionale, «drogata» da questa legge elettorale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)."

martedì 10 settembre 2013

Altro che slogan, questa è la dura realtà: sanità calabrese allo sfascio






Al di là degli ironici cartelloni pubblicitari che esaltano l'efficienza della Sanità calabrese, il Ministero della salute promuove solo 8 regioni su 16 soggette a verifica.  La maglia nera purtroppo spetta alla Calabria.
E' sotto gli occhi di tutti, purtroppo al di là degli slogan, lo stato in cui versano gli ospedali calabresi, inesistente è  la risposta dell’offerta sanitaria ai bisogni assistenziali, con particolare riferimento al territorio: assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale  per le categorie più fragili come gli anziani non autosufficienti, i disabili, i malati terminali la qualità delle prestazioni (rischio clinico e liste di attesa) efficienza e appropriatezza delle prestazioni erogate. Questo tipo di monitoraggio offre un quadro dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese e un confronto tra i diversi sistemi regionali finalizzato alla promozione di concreti risultati per la salute della popolazione.              In questo desolante contesto ho presentato, insieme alla collega Nesci in questi giorni, una interrogazione che chiede al Ministro della salute Lorenzin quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere per arginare l'"emergenza sanità" in Calabria e se il Governo intenda promuovere, sostenere e incentivare, in concorso con la regione Calabria e con gli enti locali competenti, un percorso contestuale di risoluzione dell'emergenza e di programmazione, progettazione e realizzazione di un sistema sanitario efficace ed efficiente in modo tale da consentire ai cittadini calabresi di godere di un diritto fondamentale affermato dalla Costituzione ovvero il diritto alla salute.
Non è più il tempo di spot elettorali, abbiate rispetto dell'intelligenza dei cittadini e non prendeteci in giro!
Il movimento 5 stelle presidia il territorio!

lunedì 9 settembre 2013

Consiglieri regionali: vitalizio ... Si grazie





Il voto contrario del consiglio regionale all'indizione del referendum per l'abolizione dei vitalizi non sorprende affatto. Cosa altro ci si poteva aspettare dai consiglieri regionali coinvolti nello scandalo "rimborsopoli"?". In tutti quei casi in cui si vogliono toccare i privilegi della "casta", tutti i partiti sono uguali, non esiste ne destra ne sinistra, si dimostrano allo stesso modo interessati a mantenere lo status quo. Noi del Movimento, al contrario, vogliamo eliminare gli sprechi, soprattutto in un periodo in cui vengono chiesti sacrifici alle famiglie ed ai cittadini e non vengono assicurati i servizi essenziali. Non viene garantito il diritto salute, siamo maglia nera in Italia, la Calabria infatti presenta molte criticità secondo l'ultimo rapporto del Ministero della Salute sugli adempimenti da assolvere in tema di Livelli essenziali di assistenza (Lea) per l’anno 2011; il diritto alla mobilità,  purtroppo sono stati soppressi numerosi treni regionali e  per quanto riguarda il trasporto locale reggino non vengono pagati gli stipendi ai dipendenti Atam, e inoltre manca una rete autostradale tale da garantire ai cittadini calabresi spostamenti veloci e sereni. 
Siamo indignati di questo sistema di governo, di questa visione "politica" che ha a cuore i propri interessi personali e non quelli dei cittadini.

martedì 3 settembre 2013

Reggio Calabria deve rinascere!!!




Stamattina sono stata al Comune di Reggio per parlare della città e delle possibili soluzioni ai molteplici problemi lasciati in eredità dalle amministrazioni che si sono succedute in questi ultimi anni.
Fuori da Palazzo San Giorgio tanti dipendenti della società di trasporti Atam manifestavano per difendere i propri diritti. Infatti non percepiscono da 2 mesi lo stipendio da parte della regione ed hanno affermato che saranno in presidio permanente  davanti al Comune sino a giovedì, data in cui ci sarà un tavolo tecnico per prendere una decisione a riguardo.
Voglio sollecitare il Presidente della Regione Scopelliti e gli organi regionali competenti a farsi carico della problematica e a trovare la liquidità necessaria per dare ai dipendenti quanto dovuto nonchè di garantire l'erogazione di un servizio pubblico essenziale come quello dei trasporti.
Reggio è una città splendida che purtroppo è stata abbandonata per troppo tempo a sè stessa, ma sono certa che con buona volontà e l'impegno da parte di tutti i cittadini che hanno a cuore il bene comune, può tornare ad essere la perla del mediterraneo conosciuta ed ammirata che tutti sappiamo.
Lottiamo tutti insieme per realizzare questo obiettivo. Per cambiare realmente le cose non è sufficiente che siano poche persone a volerlo, è necessario l'impegno e la volontà di tutti i cittadini.
Basta delegare; occorre che tutti siano partecipi con idee , iniziative e progetti.

lunedì 2 settembre 2013

L'Italia ripudia la guerra: No all'intervento militare in Siria




Stiamo realizzando video messaggi rivolti ai Presidenti di Camera e Senato affinchè vengano convocate immediatamente le Camere per votare le nostre mozioni che prevedono di risolvere il conflitto in Siria attraverso strumenti diplomatici e non attraverso attacchi militari. 
E' un controsenso che il Presidente Obama, premio Nobel per la Pace, possa pensare di risolvere un conflitto interno usando violenza.
No alla guerra, la violenza induce violenza, MAI PIU' GUERRE!

                                           Federica Dieni: No all'intervento militare in Siria

venerdì 23 agosto 2013

MANDIAMOLI TUTTI A CASA....anche con questa legge elettorale!





I partiti tradizionali sono distrutti e stanno prendendo tempo per riorganizzarsi. Al momento stanno fingendo di non essere d' accordo ma stanno provando a trovare la soluzione meno dolorosa, PER LORO, per salvare Berlusconi, questo Governo e preservare questo stato di cose. Al tempo stesso hanno più volte manifestato la volontà di cambiare la legge elettorale col solo scopo di distruggere ed affossare il Movimento alle prossime elezioni e continuare indisturbati a "mangiare" quello che ancora di buono e' rimasto. Ritengo che non ci sia rimasto più molto tempo per ristabilire la democrazia. 

Il Movimento ha come esclusivo fine quello di riuscire a togliere tutto il marciume dalla cosa pubblica prima che sia troppo tardi.
 I cittadini che hanno creduto e credono in noi, gli attivisti sul territorio e noi stessi riteniamo che per riuscirci abbiamo bisogno di cambiare radicalmente la classe politica. Quello che vogliono far credere e' che le elezioni adesso siano male per l' Italia: niente di più falso....loro sono il male per l' Italia e devono ANDARE TUTTI A CASA al più presto.
Poichè hanno già avuto tantissimo tempo per cambiare la legge elettorale e non lo hanno fatto, Monti tra le altre cose è stato messo li per fare solo questo, non ha più senso aspettare di modificare la legge adesso. 
L'autunno è alle porte e per questo chiediamo a gran voce elezioni subito per il bene del Paese!

mercoledì 21 agosto 2013

GDM: soluzione che non convince




Pochi giorni fa è stato ufficializzato il trasferimento dell'azienda GDM a due società: la Parma Reggio Distribuzione che fa capo alla famiglia Frascati e la Vi.Bon Srl dell'imprenditore di Barcellona Pozzo di Gotto, Immacolato Bonina.

Dopo quasi un anno di trattative e dopo varie indiscrezioni che facevano ritenere possibile una diversa conclusione della vicenda, purtroppo saranno solo 10 su 16 i punti vendita  oggetto del trasferimento e conseguentemente solo 168 i dipendenti coinvolti.

Adesso si aprirà la fase sindacale con un incontro previsto il 3 settembre presso il MISE e soltanto dopo la conclusione di tale fase si potrà procedere alla cessione definitiva alle aziende aggiudicatarie.

Questa soluzione, quindi, non consentirà a tutti i 600 dipendenti di poter tornare a lavoro ma soltanto a 168 "fortunati" i quali verranno peraltro scelti con dei criteri non oggettivi ma individuati dalle stesse società offerenti.

Per di più l'investimento iniziale previsto non convince i sindacati i quali non lo ritengono sufficiente a garantire quella solidità aziendale necessaria per dare continuità al progetto.

In una terra difficile come quella calabrese, in cui la mancanza cronica di offerta lavorativa costringe tantissimi concittadini ad abbandonare tutto e a recarsi all'estero pur di avere una esistenza libera e dignitosa, mi auguro che si trovi una soluzione che coinvolga tutti i 600 lavoratori. Mi auguro altresì che le aziende che intendono investire non abbiano come unico scopo il profitto ma anche quello di contribuire al progresso sociale del nostro territorio.

martedì 23 luglio 2013

Resoconto vertenza gdm al MISE





Ieri ho partecipato ad una vertenza tra il Ministero dello sviluppo economico ed i sindacati per cercare di trovare una soluzione alla annosa questione GDM e quindi di conseguenza per tutti i 600 lavoratori ormai in cassa integrazione da quasi 3 anni. Cassa integrazione che dovrebbe scadere il 31 ottobre e che, salvo una probabile proroga di 3 mesi, non può comunque risolvere alla radice il problema del lavoro che non c'è.
La Calabria è una terra difficile si sa, ma non possiamo rimanere a guardare inermi una Terra splendida morire e lasciare che tutta questa gente non riesca più ad andare avanti a prendersi cura delle proprie famiglie.
Come ho già accennato la questione è spinosa, dopo aver compreso che non esiste un unico acquirente disponibile ad acquistare in modo unitario tutti i punti vendita precedentemente esistenti e in particolare le difficoltà legate alla procedura fallimentare  e alla misura anti-mafia per i punti vendita di Melito Porto Salvo e statale 106, ci sarebbero allo stato 2 acquirenti interessati a circa 10 punti complessivi. La procedura, già di per sè complicata, si è resa ancora più difficile in virtù delle dimissioni del direttore generale competente a firmare le prime cessioni che hanno rallentato tutta la procedura, già di per sè lunga. Bisogna ora attendere la nomina di un nuovo direttore generale, anche se il Commissario ha assicurato che entro settembre si provvederà a sostituire la figura e quindi procedere a cedere i punti vendita con la conseguenza di iniziare a far tornare a lavoro le prime unità che dovrebbero essere complessivamente superiori alle centinaia. Sicuramente troppo poco, il mio auspicio è che in questo lasso di tempo si aprano altre strade e anche di concerto con la Regione si possano trovare delle strade per restituire il lavoro e la dignità a tutti gli ex dipendenti coinvolti loro malgrado in questo dramma.

domenica 21 luglio 2013

Il PD crede ad Alfano ed espelle i suoi dissidenti!





Il Ministro Alfano è venuto in aula a riferire la sua verità sull'espulsione della moglie e della figlioletta del dissidente Kazako, rimpatriati in tutta fretta senza nenache attendere che venisse controllata la veridicità dei documenti presentati dinnanzi alla autorità. Un caso gravissimo in cui 2 donne, che avevano diritto di asilo politico, sono state rimpatriate in Kazakistan, uno Stato dittatoriale a subire soprusi solo per essere legate al maggiore dissidente politico del regime, e il Ministro Alfano non ne sapeva nulla. Tutto è avvenuto a sua insaputa. Perchè avrebbe dovuto sapere qualcosa? Lui è SOLTANTO il titolare del Dicastero che si occupa di interni.
 I paesi europei non estradano nessuno perchè le convenzioni internazionali, la normativa europea, la carta dei diritti europei impediscono di estradare persino i criminali. Non una bambina e sua madre, ma nemmeno i criminali possono essere estradati verso un regime come quello kazako.
Anche nella ipotesi assurda in cui il Ministro non fosse stato informato di nulla questo sarebbe altrettanto grave perché il titolare del Dicastero competente non può non sapere.
Ovviamente noi non crediamo alla versione di Alfano e già al Senato abbiamo votato la SFIDUCIA, cosa che faremo anche alla Camera.
Il PD prima della votazione si è riunito ed ha deciso di non votare la sfiducia ad Alfano, solo 6 persone al Senato non lo hanno fatto: la Puppato che lo ha annunciato in aula e altri 5 senatori i quali non si sono presentati alla chiama e non hanno partecipato al voto. E' stato chiesto loro di credere all'impossibile e non se la sono sentita. Mercoledì, però, ci sarà una riunione del Partito Democratico che infliggerà a loro carico sanzioni che potrebbero anche condurre all'espulsione dei senatori dal gruppo.
Mi sarei aspettata titoloni dei quotidiani e dei TG, invece nulla.
Fanno scalpore le espulsioni del Movimento 5 stelle che viene descritto come dittatoriale, ma quando sono gli altri ad espellere, soprattutto i democratici, vengono giustificati dal fatto che si devono seguire le regole del gruppo.


Come si dice.... 2 pesi e 2 misure!

giovedì 11 luglio 2013

Dalla parte dei lavoratori ex GDM





E’ stata presentata oggi un’interrogazione parlamentare con cui insieme ad altri colleghi del Movimento cinque Stelle ho chiesto informazioni ai Ministri dello Sviluppo Economico, del Lavoro e della Giustizia in merito alla situazione dell’azienda ex GDM , leader fino alla metà del 2011 e per circa trent’anni nel settore della Grande Distribuzione a Reggio Calabria e provincia, Vibo Valentia e Messina con sedici floridi punti vendita. Da oltre un anno l’azienda è in amministrazione straordinaria e sono circa 600 i dipendenti in Cassa Integrazione, dipendenti che si son trovati a lottare e protestare per difendere il loro diritto al lavoro, la loro dignità, in una terra, la Calabria, dove la crisi economica e la mancanza di aziende implica che perdere il proprio lavoro significhi essere tagliati fuori dal mercato del lavoro, non avere altre possibilità. Il Movimento cinque stelle è vicino ai lavoratori e alla Magistratura reggina e milanese che sta indagando sul fallimento della sopra citata azienda e su sospette collusioni di tipo mafioso per accertare le eventuali responsabilità di una parte del gruppo dirigente. Ai Ministri interrogati abbiamo chiesto quali misure intendano assumere per soddisfare le richieste dei dipendenti che in una lettera rivolta al Ministro dello Sviluppo Economico hanno avanzato delle proposte per risolvere tale situazione ed espresso criticità circa il riassorbimento di una minima parte del personale: non soltanto una minima parte del personale ma tutti i 600 dipendenti protagonisti di una storia aziendale di alto livello poi purtroppo finita miseramente, chiedono da tempo di ritornare a lavorare e riacquistare così la propria dignità e noi parlamentari Cinque stelle riteniamo che le loro richieste non possano e non debbano rimanere inascoltate.




martedì 9 luglio 2013

Lettera a Napolitano e al Ministro Cancellieri





Qualche giorno fa ho inviato al Presidente del CSM Giorgio Napolitano e al Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri una richiesta relativa alla carenza di magistrati e personale amministrativo alla Procura e al Tribunale di Reggio Calabria.

La Procura di Reggio Calabria, in particolare, deve fronteggiare l’eccezionale carico di lavoro derivante dalla presenza in questa provincia della ‘ndrangheta: la più potente, pericolosa e ricca delle organizzazione criminali operanti oggi in Italia e in Europa. Un’organizzazione criminale in grado di inquinare i più disparati settori della vita sociale e istituzionale : politica, finanza, economia, società; un’organizzazione fatta di professionisti insospettabili e contro la quale, ogni giorno, la magistratura reggina combatte per l’affermazione della legalità e dello Stato. In una città come Reggio Calabria che sconta la continua presenza di un intreccio politico- mafioso- affaristico e nella quale la ‘ndrangheta vuole affermare la supremazia e il controllo del territorio ritengo che lo Stato non possa esimersi dal lanciare un segnale di solidarietà alla magistratura reggina individuando gli interventi più opportuni per rafforzare la risposta giudiziaria a fronte di una forte domanda di giustizia e dando una chiara dimostrazione del fatto che lo Stato è dalla parte dei cittadini e della magistratura.
Per questo motivo mi sono rivolta al presidente Napolitano e al Ministro Cancellieri nella speranza che adottino i provvedimenti necessari affinchè l’organico dei magistrati e del personale amministrativo della procura di Reggio Calabria venga coperto al più presto.