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martedì 10 settembre 2013

Altro che slogan, questa è la dura realtà: sanità calabrese allo sfascio






Al di là degli ironici cartelloni pubblicitari che esaltano l'efficienza della Sanità calabrese, il Ministero della salute promuove solo 8 regioni su 16 soggette a verifica.  La maglia nera purtroppo spetta alla Calabria.
E' sotto gli occhi di tutti, purtroppo al di là degli slogan, lo stato in cui versano gli ospedali calabresi, inesistente è  la risposta dell’offerta sanitaria ai bisogni assistenziali, con particolare riferimento al territorio: assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale  per le categorie più fragili come gli anziani non autosufficienti, i disabili, i malati terminali la qualità delle prestazioni (rischio clinico e liste di attesa) efficienza e appropriatezza delle prestazioni erogate. Questo tipo di monitoraggio offre un quadro dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese e un confronto tra i diversi sistemi regionali finalizzato alla promozione di concreti risultati per la salute della popolazione.              In questo desolante contesto ho presentato, insieme alla collega Nesci in questi giorni, una interrogazione che chiede al Ministro della salute Lorenzin quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere per arginare l'"emergenza sanità" in Calabria e se il Governo intenda promuovere, sostenere e incentivare, in concorso con la regione Calabria e con gli enti locali competenti, un percorso contestuale di risoluzione dell'emergenza e di programmazione, progettazione e realizzazione di un sistema sanitario efficace ed efficiente in modo tale da consentire ai cittadini calabresi di godere di un diritto fondamentale affermato dalla Costituzione ovvero il diritto alla salute.
Non è più il tempo di spot elettorali, abbiate rispetto dell'intelligenza dei cittadini e non prendeteci in giro!
Il movimento 5 stelle presidia il territorio!

lunedì 9 settembre 2013

Consiglieri regionali: vitalizio ... Si grazie





Il voto contrario del consiglio regionale all'indizione del referendum per l'abolizione dei vitalizi non sorprende affatto. Cosa altro ci si poteva aspettare dai consiglieri regionali coinvolti nello scandalo "rimborsopoli"?". In tutti quei casi in cui si vogliono toccare i privilegi della "casta", tutti i partiti sono uguali, non esiste ne destra ne sinistra, si dimostrano allo stesso modo interessati a mantenere lo status quo. Noi del Movimento, al contrario, vogliamo eliminare gli sprechi, soprattutto in un periodo in cui vengono chiesti sacrifici alle famiglie ed ai cittadini e non vengono assicurati i servizi essenziali. Non viene garantito il diritto salute, siamo maglia nera in Italia, la Calabria infatti presenta molte criticità secondo l'ultimo rapporto del Ministero della Salute sugli adempimenti da assolvere in tema di Livelli essenziali di assistenza (Lea) per l’anno 2011; il diritto alla mobilità,  purtroppo sono stati soppressi numerosi treni regionali e  per quanto riguarda il trasporto locale reggino non vengono pagati gli stipendi ai dipendenti Atam, e inoltre manca una rete autostradale tale da garantire ai cittadini calabresi spostamenti veloci e sereni. 
Siamo indignati di questo sistema di governo, di questa visione "politica" che ha a cuore i propri interessi personali e non quelli dei cittadini.

martedì 3 settembre 2013

Reggio Calabria deve rinascere!!!




Stamattina sono stata al Comune di Reggio per parlare della città e delle possibili soluzioni ai molteplici problemi lasciati in eredità dalle amministrazioni che si sono succedute in questi ultimi anni.
Fuori da Palazzo San Giorgio tanti dipendenti della società di trasporti Atam manifestavano per difendere i propri diritti. Infatti non percepiscono da 2 mesi lo stipendio da parte della regione ed hanno affermato che saranno in presidio permanente  davanti al Comune sino a giovedì, data in cui ci sarà un tavolo tecnico per prendere una decisione a riguardo.
Voglio sollecitare il Presidente della Regione Scopelliti e gli organi regionali competenti a farsi carico della problematica e a trovare la liquidità necessaria per dare ai dipendenti quanto dovuto nonchè di garantire l'erogazione di un servizio pubblico essenziale come quello dei trasporti.
Reggio è una città splendida che purtroppo è stata abbandonata per troppo tempo a sè stessa, ma sono certa che con buona volontà e l'impegno da parte di tutti i cittadini che hanno a cuore il bene comune, può tornare ad essere la perla del mediterraneo conosciuta ed ammirata che tutti sappiamo.
Lottiamo tutti insieme per realizzare questo obiettivo. Per cambiare realmente le cose non è sufficiente che siano poche persone a volerlo, è necessario l'impegno e la volontà di tutti i cittadini.
Basta delegare; occorre che tutti siano partecipi con idee , iniziative e progetti.

mercoledì 21 agosto 2013

GDM: soluzione che non convince




Pochi giorni fa è stato ufficializzato il trasferimento dell'azienda GDM a due società: la Parma Reggio Distribuzione che fa capo alla famiglia Frascati e la Vi.Bon Srl dell'imprenditore di Barcellona Pozzo di Gotto, Immacolato Bonina.

Dopo quasi un anno di trattative e dopo varie indiscrezioni che facevano ritenere possibile una diversa conclusione della vicenda, purtroppo saranno solo 10 su 16 i punti vendita  oggetto del trasferimento e conseguentemente solo 168 i dipendenti coinvolti.

Adesso si aprirà la fase sindacale con un incontro previsto il 3 settembre presso il MISE e soltanto dopo la conclusione di tale fase si potrà procedere alla cessione definitiva alle aziende aggiudicatarie.

Questa soluzione, quindi, non consentirà a tutti i 600 dipendenti di poter tornare a lavoro ma soltanto a 168 "fortunati" i quali verranno peraltro scelti con dei criteri non oggettivi ma individuati dalle stesse società offerenti.

Per di più l'investimento iniziale previsto non convince i sindacati i quali non lo ritengono sufficiente a garantire quella solidità aziendale necessaria per dare continuità al progetto.

In una terra difficile come quella calabrese, in cui la mancanza cronica di offerta lavorativa costringe tantissimi concittadini ad abbandonare tutto e a recarsi all'estero pur di avere una esistenza libera e dignitosa, mi auguro che si trovi una soluzione che coinvolga tutti i 600 lavoratori. Mi auguro altresì che le aziende che intendono investire non abbiano come unico scopo il profitto ma anche quello di contribuire al progresso sociale del nostro territorio.

martedì 23 luglio 2013

Resoconto vertenza gdm al MISE





Ieri ho partecipato ad una vertenza tra il Ministero dello sviluppo economico ed i sindacati per cercare di trovare una soluzione alla annosa questione GDM e quindi di conseguenza per tutti i 600 lavoratori ormai in cassa integrazione da quasi 3 anni. Cassa integrazione che dovrebbe scadere il 31 ottobre e che, salvo una probabile proroga di 3 mesi, non può comunque risolvere alla radice il problema del lavoro che non c'è.
La Calabria è una terra difficile si sa, ma non possiamo rimanere a guardare inermi una Terra splendida morire e lasciare che tutta questa gente non riesca più ad andare avanti a prendersi cura delle proprie famiglie.
Come ho già accennato la questione è spinosa, dopo aver compreso che non esiste un unico acquirente disponibile ad acquistare in modo unitario tutti i punti vendita precedentemente esistenti e in particolare le difficoltà legate alla procedura fallimentare  e alla misura anti-mafia per i punti vendita di Melito Porto Salvo e statale 106, ci sarebbero allo stato 2 acquirenti interessati a circa 10 punti complessivi. La procedura, già di per sè complicata, si è resa ancora più difficile in virtù delle dimissioni del direttore generale competente a firmare le prime cessioni che hanno rallentato tutta la procedura, già di per sè lunga. Bisogna ora attendere la nomina di un nuovo direttore generale, anche se il Commissario ha assicurato che entro settembre si provvederà a sostituire la figura e quindi procedere a cedere i punti vendita con la conseguenza di iniziare a far tornare a lavoro le prime unità che dovrebbero essere complessivamente superiori alle centinaia. Sicuramente troppo poco, il mio auspicio è che in questo lasso di tempo si aprano altre strade e anche di concerto con la Regione si possano trovare delle strade per restituire il lavoro e la dignità a tutti gli ex dipendenti coinvolti loro malgrado in questo dramma.

giovedì 11 luglio 2013

Dalla parte dei lavoratori ex GDM





E’ stata presentata oggi un’interrogazione parlamentare con cui insieme ad altri colleghi del Movimento cinque Stelle ho chiesto informazioni ai Ministri dello Sviluppo Economico, del Lavoro e della Giustizia in merito alla situazione dell’azienda ex GDM , leader fino alla metà del 2011 e per circa trent’anni nel settore della Grande Distribuzione a Reggio Calabria e provincia, Vibo Valentia e Messina con sedici floridi punti vendita. Da oltre un anno l’azienda è in amministrazione straordinaria e sono circa 600 i dipendenti in Cassa Integrazione, dipendenti che si son trovati a lottare e protestare per difendere il loro diritto al lavoro, la loro dignità, in una terra, la Calabria, dove la crisi economica e la mancanza di aziende implica che perdere il proprio lavoro significhi essere tagliati fuori dal mercato del lavoro, non avere altre possibilità. Il Movimento cinque stelle è vicino ai lavoratori e alla Magistratura reggina e milanese che sta indagando sul fallimento della sopra citata azienda e su sospette collusioni di tipo mafioso per accertare le eventuali responsabilità di una parte del gruppo dirigente. Ai Ministri interrogati abbiamo chiesto quali misure intendano assumere per soddisfare le richieste dei dipendenti che in una lettera rivolta al Ministro dello Sviluppo Economico hanno avanzato delle proposte per risolvere tale situazione ed espresso criticità circa il riassorbimento di una minima parte del personale: non soltanto una minima parte del personale ma tutti i 600 dipendenti protagonisti di una storia aziendale di alto livello poi purtroppo finita miseramente, chiedono da tempo di ritornare a lavorare e riacquistare così la propria dignità e noi parlamentari Cinque stelle riteniamo che le loro richieste non possano e non debbano rimanere inascoltate.