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martedì 14 gennaio 2014

Libertà di scelta ai cittadini






Deve essere un'informazione assuefatta e stordita dai miasmi che per 20 anni e più hanno segnato la non-democrazia della non-Repubblica Italiana quella che trova tanto sconvolgente il fatto che un Movimento possa votare una posizione dissimile da quella che la stampa vorrebbe essere quella espressa dai garanti di quella formazione politica. D'altra parte se avesse vinto il sì al reato d'immigrazione clandestina i giornali oggi titolerebbero sulla "scelta pilotata" accompagnata da profonde riflessioni sulla consistenza della base, sui complotti internettiani della Casaleggio & associati e sulla scarsa trasparenza della piattaforma online. Visto che ciò non è accaduto si opta invece per un titolo altrettanto benevolo: "la base in rivolta". 
Immagino che sia superfluo ricordare che Beppe Grillo, quando esplose per la prima il dibattito sull'argomento, auspicò che fosse proprio la rete a scegliere una posizione tanto delicata per il MoVimento. Oggi che ciò avvenuto, come sempre accade, si cercano titoli sensazionalistici, lo scandalo, un po' di materiale per un editoriale che riempia il vuoto che domina le prime pagine dei giornaloni nazionali. Complimenti, anche oggi la missione è compiuta! Potete tornare soddisfatti a riportare il bastone a chi ve l'ha lanciato. Il fatto, invece, che, per la prima volta nella storia della Repubblica un gruppo politico interpelli i cittadini per stabilire le linee guida della propria condotta politica resta sullo sfondo, lasciando spazio alla "grande bellezza" di leader di plastica che si dicono democratici o parlano di libertà, decidendo se un governo vive o muore a seconda del fondo cassa o della volatilità elettorale. 

venerdì 23 agosto 2013

MANDIAMOLI TUTTI A CASA....anche con questa legge elettorale!





I partiti tradizionali sono distrutti e stanno prendendo tempo per riorganizzarsi. Al momento stanno fingendo di non essere d' accordo ma stanno provando a trovare la soluzione meno dolorosa, PER LORO, per salvare Berlusconi, questo Governo e preservare questo stato di cose. Al tempo stesso hanno più volte manifestato la volontà di cambiare la legge elettorale col solo scopo di distruggere ed affossare il Movimento alle prossime elezioni e continuare indisturbati a "mangiare" quello che ancora di buono e' rimasto. Ritengo che non ci sia rimasto più molto tempo per ristabilire la democrazia. 

Il Movimento ha come esclusivo fine quello di riuscire a togliere tutto il marciume dalla cosa pubblica prima che sia troppo tardi.
 I cittadini che hanno creduto e credono in noi, gli attivisti sul territorio e noi stessi riteniamo che per riuscirci abbiamo bisogno di cambiare radicalmente la classe politica. Quello che vogliono far credere e' che le elezioni adesso siano male per l' Italia: niente di più falso....loro sono il male per l' Italia e devono ANDARE TUTTI A CASA al più presto.
Poichè hanno già avuto tantissimo tempo per cambiare la legge elettorale e non lo hanno fatto, Monti tra le altre cose è stato messo li per fare solo questo, non ha più senso aspettare di modificare la legge adesso. 
L'autunno è alle porte e per questo chiediamo a gran voce elezioni subito per il bene del Paese!

mercoledì 21 agosto 2013

GDM: soluzione che non convince




Pochi giorni fa è stato ufficializzato il trasferimento dell'azienda GDM a due società: la Parma Reggio Distribuzione che fa capo alla famiglia Frascati e la Vi.Bon Srl dell'imprenditore di Barcellona Pozzo di Gotto, Immacolato Bonina.

Dopo quasi un anno di trattative e dopo varie indiscrezioni che facevano ritenere possibile una diversa conclusione della vicenda, purtroppo saranno solo 10 su 16 i punti vendita  oggetto del trasferimento e conseguentemente solo 168 i dipendenti coinvolti.

Adesso si aprirà la fase sindacale con un incontro previsto il 3 settembre presso il MISE e soltanto dopo la conclusione di tale fase si potrà procedere alla cessione definitiva alle aziende aggiudicatarie.

Questa soluzione, quindi, non consentirà a tutti i 600 dipendenti di poter tornare a lavoro ma soltanto a 168 "fortunati" i quali verranno peraltro scelti con dei criteri non oggettivi ma individuati dalle stesse società offerenti.

Per di più l'investimento iniziale previsto non convince i sindacati i quali non lo ritengono sufficiente a garantire quella solidità aziendale necessaria per dare continuità al progetto.

In una terra difficile come quella calabrese, in cui la mancanza cronica di offerta lavorativa costringe tantissimi concittadini ad abbandonare tutto e a recarsi all'estero pur di avere una esistenza libera e dignitosa, mi auguro che si trovi una soluzione che coinvolga tutti i 600 lavoratori. Mi auguro altresì che le aziende che intendono investire non abbiano come unico scopo il profitto ma anche quello di contribuire al progresso sociale del nostro territorio.